
Dal 18 al 20 giugno 2026, l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma ha ospitato il 47° Congresso Nazionale SIMLA, il più importante appuntamento annuale della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni. Con oltre duecento contributi scientifici e un'agenda fittissima, il congresso SIMLA 2026 è arrivato in un anno di svolta per la professione. Il tema scelto quest'anno, "Innovazione Scientifica della Medicina Legale Italiana: proposte per un piano strategico", non era una formula di circostanza: per tre giorni la disciplina si è riunita per definire un piano strategico triennale capace di rafforzare il ruolo della medicina legale nel sistema giustizia, nella sanità pubblica e nella società civile.
Tra i pilastri di quel piano, accanto alla formazione universitaria e alla tutela previdenziale, un tema ha attraversato l'intero congresso: l'intelligenza artificiale. Non come suggestione futuristica, ma come oggetto concreto di un workshop dedicato, di un'indagine nazionale sull'uso reale degli strumenti e di un intero filone di ricerca scientifica. La domanda che la comunità professionale si è posta non è più se l'AI entrerà nella pratica peritale, ma a quali condizioni la categoria la ritenga accettabile. Docsy era presente al congresso come sponsor e come l'unico strumento in sala costruito specificamente per portare l'intelligenza artificiale nel lavoro del medico legale.
Il congresso SIMLA 2026 ha riunito a Roma i principali centri accademici e professionali della medicina legale italiana. I numeri raccontano una disciplina in salute scientifica: 211 abstract accettati, distribuiti su sette aree tematiche ufficiali, dalla patologia forense alla medicina legale civile, dalla bioetica al risk management ospedaliero.
Il dato più significativo, però, riguarda il posizionamento istituzionale dell'AI. Alla vigilia del congresso, il 17 giugno, la SIMLA ha promosso un Corso Monotematico "Medicina Legale & AI" presso il Campus Bio-Medico di Roma, un workshop pre-congressuale interamente dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale e attività peritale. Inserire l'AI forense tra gli assi espliciti di un piano strategico triennale significa una cosa precisa: la società scientifica di riferimento ha smesso di considerare la tecnologia un tema laterale e ha iniziato a governarla come parte del futuro della professione. Chi voglia approfondire il quadro può consultare la pagina ufficiale del congresso.
Per il Medico Legale questo passaggio è tutt'altro che formale. Quando un ente di categoria mette l'AI nero su bianco tra le proprie priorità, apre la strada a linee guida, standard condivisi e criteri di validazione che oggi mancano. È il primo segnale di una transizione ordinata, e non improvvisata, verso strumenti che stanno già cambiando il modo di lavorare.
Se l'intelligenza artificiale fosse davvero una curiosità di nicchia, non troverebbe spazio tra i lavori scientifici presentati al congresso. È accaduto il contrario. Tra le sette aree tematiche ufficiali degli abstract, "IA & Medicina Legale" ha raccolto 19 contributi, risultando la quinta area per numerosità, davanti alla medicina legale penale e a quella previdenziale. La ricerca sull'AI, in altre parole, è ormai mainstream nella disciplina.
I temi affrontati restituiscono una fotografia matura e per nulla ingenua del dibattito. Alcuni filoni ricorrenti:
Il messaggio che attraversa questi lavori è coerente: la comunità scientifica non si chiede più se l'AI funzioni, ma dove aiuta davvero e dove non deve sostituire il giudizio. È una distinzione che il professionista conosce bene, perché è la stessa che separa uno strumento di supporto da una scorciatoia rischiosa. Sul piano operativo, questi studi confermano dal versante scientifico quanto si osserva ormai sul campo su come l'intelligenza artificiale sta trasformando le perizie medico legali. L'intera raccolta è consultabile sul portale degli abstract del congresso.
Il pezzo forse più rilevante di questo congresso non è un abstract, ma un'iniziativa di sistema. La Commissione Medicina Legale e Nuove Tecnologie della SIMLA, insieme all'Healthcare Bioethics Center della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma, ha promosso un'indagine nazionale sull'uso dell'intelligenza artificiale in medicina legale, presentata dal Presidente SIMLA Prof. Francesco Introna.
L'obiettivo, dichiarato senza ambiguità, è comprendere in modo documentato tre cose: quanto l'intelligenza artificiale sia già utilizzata nella pratica medico-legale italiana, quale sia il livello di consapevolezza e competenza della comunità professionale, e quali bisogni e condizioni di accettabilità emergano nei diversi ambiti, dal civile all'assicurativo, dal forense al socio-previdenziale. Il questionario è anonimo e, dettaglio non secondario, mira a rilevare l'uso reale e non meramente dichiarativo degli strumenti: non cosa i professionisti dicono di fare, ma cosa fanno davvero. I risultati confluiranno in una pubblicazione scientifica e serviranno da base per il dialogo con istituzioni e partner tecnologici. La presentazione dell'iniziativa è disponibile sul sito SIMLA.
Già la struttura delle domande racconta una professione più avanti di quanto il dibattito pubblico lasci intendere. Tra le attività che i medici legali dichiarano di svolgere con l'ausilio dell'AI figurano la lettura e l'analisi della documentazione sanitaria, la costruzione di timeline cliniche, l'identificazione di incongruenze e omissioni documentali, la ricerca su linee guida e letteratura, i calcoli tabellari e il supporto al ragionamento causale. Sono esattamente le fasi in cui l'analisi della documentazione sanitaria assorbe più tempo nella perizia.
C'è però un elemento che il questionario stesso mette in evidenza: gli strumenti oggi più diffusi restano quelli generalisti, del tipo ChatGPT, Copilot, Gemini o simili. È un uso spontaneo, spesso privo di validazione e di tracciabilità, che spiega perché la categoria, pur adottando l'AI, resti cauta. La differenza tra un assistente generalista e uno costruito sul dominio è il cuore di un'altra riflessione, quella sulle differenze tra ChatGPT e uno strumento specializzato per la medicina legale.
La parte più istruttiva dell'indagine riguarda le riserve. Interrogati sugli ostacoli all'adozione, i medici legali indicano il rischio di errori e allucinazioni, la mancanza di validazione scientifica, la protezione dei dati e del GDPR, la carente integrazione nei flussi di lavoro e la difendibilità in giudizio dell'elaborato prodotto con l'ausilio dell'AI.
Ma è quando l'indagine chiede a quali condizioni si userebbe di più l'intelligenza artificiale che emerge il vero identikit dello strumento desiderato. Le condizioni ricorrenti sono nette:
Letta nel suo insieme, l'indagine dice una cosa sola: la categoria non rifiuta l'intelligenza artificiale, chiede un'AI diversa da quella generalista. Uno strumento verticale, addestrato sul contesto medico-legale, tracciabile, integrabile nel flusso di lavoro esistente e sempre subordinato al giudizio del professionista. Non a caso, la scelta di un software per le perizie medico legali ruota oggi proprio attorno a questi requisiti, più che attorno alla semplice potenza dell'algoritmo.
In questo scenario, Docsy era presente al congresso non come spettatore ma come sponsor, per tutti e tre i giorni e al workshop pre-congressuale dedicato all'AI. Allo stand allestito all'Università Cattolica, con un televisore per le dimostrazioni dal vivo e il team a disposizione, Docsy si è presentato con una proposta netta: portare l'intelligenza artificiale nel lavoro quotidiano del medico legale e restituire il tempo che oggi si perde sulla documentazione.
Non è solo una questione di visibilità. Proprio mentre la SIMLA apriva il confronto con i partner tecnologici sull'uso responsabile dell'intelligenza artificiale, Docsy era in sala come l'unico progetto interamente costruito per tradurre quell'AI in uno strumento peritale concreto. Un segnale che il tema ha smesso di appartenere ai soli tecnologi ed è entrato a pieno titolo nell'agenda della professione.
I tre giorni allo stand sono stati soprattutto un'occasione di ascolto. Da un lato i clienti già attivi, che hanno portato feedback concreti sull'uso di Docsy nella loro pratica peritale. Dall'altro molti medici legali, specialisti e specializzandi incontrati per la prima volta, con le loro domande e i loro dubbi, gli stessi che il questionario nazionale sta raccogliendo su scala più ampia. A rappresentare il progetto si sono alternati tutto il team e i fondatori, così che ogni giorno i visitatori hanno trovato allo stand volti diversi con cui confrontarsi.
La coincidenza tra le condizioni emerse dall'indagine e la filosofia di progetto di Docsy non è casuale. Le stesse richieste che la categoria pone, fonti verificabili, tracciabilità, integrazione nel flusso di lavoro, conformità al GDPR con Zero Data Retention e verticalità sul dominio, sono i principi su cui Docsy è costruito. Lo strumento analizza la documentazione sanitaria, ricostruisce la timeline clinica, segnala incongruenze e omissioni e prepara una bozza strutturata della perizia, che il Medico Legale rivede, corregge e firma. A differenza delle AI generaliste, non produce un testo indistinto da controllare a posteriori, ma un elaborato ancorato al metodo medico-legale, con l'ultima parola che resta sempre al professionista.
Il 47° Congresso SIMLA ha fotografato una medicina legale che ha scelto di guardare l'intelligenza artificiale in faccia, con la serietà di chi vuole governarla anziché subirla. Il workshop dedicato, i diciannove abstract del filone "IA & Medicina Legale" e l'indagine nazionale raccontano insieme una professione consapevole che la tecnologia non è un avversario, ma un alleato da mettere alle condizioni giuste: verticale, tracciabile, conforme e sempre sotto controllo umano.
Il Medico Legale che uscirà rafforzato da questa transizione non è quello che ignora l'AI, né quello che le si affida acriticamente, ma quello che la governa, delegando i compiti ripetitivi e mantenendo intatto il proprio giudizio professionale. Per scoprire come uno strumento costruito esattamente su queste condizioni, verticale sul dominio medico-legale e conforme al GDPR, possa trasformare il flusso di lavoro del Suo studio, richieda una demo gratuita di Docsy.